venerdì 14 marzo 2008

3° APPUNTAMENTO CINEFORUM UDU


Eccoci al 3° appuntamento con il Cineforum Udu "Le cose non dette, taciute, dimenticate".
Sarà proiettato il film "Le regole della casa del Sidro". Maine.U.S.A. anni '40. In un orfanotrofio vive il piccolo Homer Welles, allevato dal dr. Larch, originale medico e ginecologo abortista, che gli trasfonde tutto il suo sapere medico, impartendogli un'educazione assai poco convenzionale, ma soffocandolo nel contempo, non lasciandogli libere scelte. Il ragazzo uscira' dall'orfanotrofio seguendo una giovane coppia recatasi li' per un aborto. Inizia cosi' la sua nuova vita come raccoglitore di mele, scoprendo il mondo esterno, con tutte le sue problematiche, fino alla consapevolezza del dover prendere in mano le redini della propria vita, impresa non certo facile...
Dopo il film seguirà un dibattito coordinato da Claudia Bonanno, militante dell'Udu Cosenza, in cui si parlerà di problemi e diritti delle donne. Interverranno Roberta Attanasio del centro antiviolenza lanzino e Rocco Pentimaglie Medico ginecologo obiettore. Siete tutti invitati a partecipare.

giovedì 13 marzo 2008

15 MARZO: XXIII GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DI MAFIA

L’Unione degli Universitari di Cosenza parteciperà con entusiasmo alla manifestazione indetta da Libera in ricordo di tutte le vittime delle mafie, giunta oramai alla XIII edizione, che quest’anno si svolgerà a Bari. La nostra presenza non è affatto un rituale da rispettare, ma rappresenta il frutto di un lungo percorso che costruiamo ogni giorno nelle nostre facoltà e nelle nostre città: assemblee, conferenze, denunce, “fare sindacato” sono tutte pratiche che l’UdU svolge da sempre, finalizzate alla costruzione di un mondo libero dalle mafie.
Purtroppo anche gli studenti universitari assistono sempre più spesso a fenomeni di illegalità, come dimostrano i continui scandali emersi negli Atenei dove con raccomandazioni e favoritismi si tenta di scardinare il criterio del merito.
A chi vuole costruire un Italia fondata sulla paura e sul clientelismo, la più forte delle risposte non può che venire dalla formazione, che libera i ragazzi dalle mafie e che è fonte di sviluppo economico. Per queste ragioni l’UdU Cosenza porterà con sé in piazza a Bari non soltanto il grido di una generazione che vuole vivere libera dalle mafie, ma anche la consapevolezza che la libera circolazione della conoscenza e un’università dove si realizzi pienamente il merito di ciascuno sono le armi più forti contro l’illegalità.

mercoledì 5 marzo 2008

ADESIONE MANIFESTAZIONE COSENZA DELL'8 MARZO PER LA LAICITA' DELLO STATO

L’Unione degli Universitari di Cosenza, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, avverte la necessità di affermare nuovamente e con forza la questione dei diritti delle donne. Per questo l’Udu partecipa, insieme agli altri soggetti promotori, alla programmazione degli eventi che si concluderanno l’8 marzo con la manifestazione di Cosenza in difesa della legge 194. In un periodo in cui l’Italia vive una triste fase che sembra riportarla ad un passato oscurantista, riteniamo fondamentale ribadire l’importanza della conquista dell’emancipazione femminile ottenuta, solo in parte a dire la verità, in tanti anni di battaglie del movimento femminista. Oggi, è di nuovo necessario schierarsi a difesa della legge sull’interruzione di gravidanza, legge fatta oggetto di critiche fondate su principi meramente ideologici, che non tengono minimamente in considerazione il rispetto della dignità e della salute delle donne.L’Unione degli Universitari ha deciso di stare al fianco delle donne e ha deciso di schierarsi a difesa della legge 194 e della laicità dello Stato, perché l’affermazione dei diritti non può essere condizionata da ingerenze religiose illiberali.

2° APPUNTAMENTO CINEFORUM UDU

Si è svolto presso il Centro Comune delle Residenze Martensson il secondo appuntamento del cineforum Udu "Le cose non dette, taciute, dimenticate". E' stata la volta dedicata ai Misteri Italiani. E' stato proiettato OP, realizzato dalla segreteria del Genoa Social Forum che cerca di spiegare i motivi e le cause che hanno portato hai disordini di quei giorni, durante i quali, in 300.000 volevano manifestare pacificamente il loro dissenso. Dopo l'interessante proiezione sono intervenuti, Antonino Campennì e Claudio Dionesalvi attualmente fra gli imputati in attesa di giudizio per i "fatti di Genova", che stimolati da Anna La Riccia, militante dell'udu cosenza, hanno raccontato le loro giornate ed il loro punto di vista su Genova ed il G8.

sabato 16 febbraio 2008

GIU LE MANI DALLA 194

L'Unione degli Universitari ritiene che quanto successo a Napoli, ovvero il blitz della polizia ordinato da un Magistrato nel reparto maternità, sia un atto di estrema gravità.
Si tratta di un primo esempio lampante di come la campagna antiabortista in atto si possa facilmente trasformare in violenza sulle donne, contro la loro loro persona e la loro dignità. Una campagna condotta con furore ideologico e fanatismo contro una legge dello Stato che in realtà nel corso degli anni ha ridotto drasticamente il ricorso all'interruzione di gravidanza ed ha posto fine al ricorso al meccanismo dell'aborto clandestino.
Nel caso specifico di Napoli questa violenza è stata perpetrata, senza un minimo di rispetto nei confronti di una donna già provata da un'esperienza drammatica come l'interruzione di gravidanza a scopo terapeutico, ignorando ogni principio di funzionamento democratico del nostro Paese (la denuncia anonima che determina l’intervento di un magistrato che non effettua verifiche, l’irruzione in un ospedale, l’intimidazione di altre pazienti, la privacy).
Alla vittima di tali inaccettabili violenze esprimiamo tutta la nostra solidarietà, e riteniamo indispensabile che le dovute scuse vengano porte anche dalle autorità competenti.
Crediamo che la polemica riguardo la legge 194/78 sia uno dei tanti aspetti che denota come lo Stato italiano stia vivendo un periodo di regressione rispetto al concetto di laicità dello Stato, anche e soprattutto negli aspetti concernenti l'autodeterminazione della donna e la sessualità. Apprendiamo, da Repubblica, senza troppo stupore ma con grande sgomento, il fatto che l'Italia non possa nemmeno essere inserita all'interno di uno studio europeo riguardo le abitudini sessuali dei giovani perché, secondo il Ministero della Pubblica Istruzione, è troppo imbarazzante consegnare a dei quindicenni una lista di metodi contraccettivi e chiedere loro quali fra essi utilizzino.
Riteniamo in questo momento prioritario mettere in campo una seria operazione di educazione sessuale, cosa che fra l'altro risolverebbe in gran parte il problema degli aborti come rimedio a fronte di gravidanze indesiderate, insegnando ai giovani l'utilizzo corretto della contraccezione, unitamente alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.
Lavoriamo per costruire nuovi diritti, lottiamo per difendere quelli che già esistono.


tratto da www.udu.it

domenica 10 febbraio 2008

IN RICORDO DEI CADUTI DELLE FOIBE

Le Foibe, non sono solo voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall'erosione di corsi d'acqua, che possono raggiungere anche i 200 metri di profondità, ma rappresentano anche delle inguaribili ferite nella memoria e nella coscienza di molti italiani. In quei luoghi dall'8 settembre del 1943 e fino a tutto il 1946, in Istria prima e poi nel territorio di Trieste e in gran parte della Venezia Giulia, i partigiani delle formazioni titine, usavano le foibe per eliminare, gettandoveli dentro, i "fascisti italiani", militari o civili che fossero. Comunemente, prima di essere gettati nelle fosse, gli uomini e le donne, rastrellati e strappati dalle loro case e condannati senza processo alcuno, erano evirati, stuprati, accecati, torturati. Alcuni furono legati a cadaveri con filo spinato e quindi gettati vivi nei crepacci. Il numero così delle persone sterminate non è mai stato accertato. Nelle foibe furono precipitati civili d'ogni credo e colore politico.
La commeroazione dei caduti nelle Foibe, così come lo è quella della Giornata della Memoria, non deve essere solo un momento di pura riflessione o peggio una semplice contrapposizione tra tragedie. Speriamo che momenti come questi siano il punto di partenza di una nuova storia, immune da drammi e violenze contro lo "straniero" o il "diverso".