lunedì 30 novembre 2009

venerdì 13 novembre 2009

REPORT - INCONTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CALABRESI

REPORT - INCONTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CALABRESI

DECISIONI MATURATE: Mobilitazione per Manifestazione “No Ponte” del 19 dicembre, Costituzione di un Forum ambientalista regionale del 6 dicembre e sit- in davanti le prefetture il 23 novembre.

Si è svolto a Lamezia Terme il 10.11.2009 il primo incontro-contatto tra alcune delle maggiori associazioni e comitati ambientalisti che hanno partecipato attivamente alla manifestazione di Amantea del 24 ottobre scorso contro l’avvelenamento della Calabria e la distruzione sistematica delle sue risorse ambientali.

Nel corso dell’incontro si sono affrontate principalmente tematiche legate al rilancio dell’attività dei movimenti ambientalisti proprio dopo il successo della manifestazione di Amantea che ha portato in piazza oltre 30 mila persone.

In particolare si è proposto di avviare una serie di iniziative tese a mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali che interessano la Calabria ad iniziare dalle tante vicende di avvelenamento del territorio in svariati siti della nostra regione vedasi tra gli altri Crotone, Praia a Mare, la Vallata del torrente Oliva, la Sibaritide e l’Aspromonte. Inoltre è stato posto l’accento sulla grave minaccia per l’ecosistema calabrese che rappresenta la realizzazione annunciata dal Governo centrale del ponte sullo Stretto di Messina. A questo proposito si è ribadito ed è stato accettato da tutte le delegazioni presenti all’incontro la necessità di rilanciare la manifestazione di protesta contro la realizzazione del ponte del prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni attraverso una serie di azioni di promozione dell’evento da realizzare in tutta la Calabria. Nello stesso incontro si è stabilito di Costituire un Forum permanente ambientalista regionale fissando un primo appuntamento al 6 dicembre prossimo a Lamezia Terme. Questa iniziativa, secondo gli intervenuti, permetterà tra l’altro di affrontare in un'unica sede le svariate emergenze ambientali che interessano la Calabria. Proprio a questo fine si è deciso di istituire, in quella sede, alcune commissioni che si occuperanno direttamente dei problemi ambientali raggruppandoli per aree tematiche (Acqua e beni comuni; Navi dei veleni e rifiuti tossici; Ponte sullo stretto ed infrastrutture; Ciclo dei rifiuti ed energie). Si è sostenuto che il Forum permetterà anche di discutere le seguenti problematiche:

1) Preparazione di un LIBRO BIANCO sulla Calabria. Per cui si chiede a tutti i partecipanti di portare una descrizione dettagliata dei problemi ambientali del proprio paese.

2) Adesione, organizzazione e partecipazione alla manifestazione del 19 dicembre a Villa san Giovanni contro il ponte sullo Stretto.

3) Movimento futuro. Discussione sul che fare dopo .

Inoltre nel corso della discussione si è deciso di organizzare per il prossimo lunedì 23 novembre un sit-in da effettuare in contemporanea davanti alle cinque prefetture calabresi per presentare una piattaforma unica di rivendicazione sulle varie emergenze che interessano la Calabria. A questo fine è stato deciso di realizzare un documento unico di rivendicazione da distribuire in quella occasione. Un altro documento, invece, sarà redatto per lanciare un appello per partecipare al Forum ambientalista di Lamezia Terme.

Hanno partecipato a questo primo incontro preparatorio del Forum dei Movimenti Ambientalisti le seguenti associazioni:

Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno /Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / Ass. Paolab / Ass.Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Cib Unicobas / ARCI Crotone/Movimento "Terra, Aria, Acqua e Libertà" Crotone / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale "Filol.8 – Azioni Manifeste" / Collettivo Universitario "P2 - Occupata" / Progetto Universitario Unical - "Ateneo Controverso" / Associazione Universitaria "Udu Cosenza" / FORA di Cosenza / CPo Rialzo / Collettivo Evasione / c.s.o.a. “A.Cartella” / TerritoRioT / Rete No Ponte / Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/

LAMEZIA TERME 10.11.2009

mercoledì 11 novembre 2009

Assemblea studentesca aperta - Giovedì 12/11/2009, ore 16.30 - FILOL.8


Nota stampa sul DDL (Distruzione Definitiva Letale) Gelmini sull’università

BOOM! L’Università non ci sarà più….!?!
Nota stampa sul DDL (Distruzione Definitiva Letale) Gelmini sull’università

A un anno dalle mobilitazioni studentesche assistiamo all’attacco definitivo alla natura pubblica del Sistema Universitario Italiano. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08, che aveva tagliato 1.500.000.000 € al sistema universitario e che rendeva altresì possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private. In un contesto nel quale le Università italiane sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico, a causa dei tagli del Governo Berlusconi, il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre scorso ha approvato il Disegno di Legge Gelmini e con la sua approvazione il “governo Berlusconi”, senza alcun vero dibattito parlamentare ed a costo zero per lo Stato, avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge. La “pseudo-riforma” della Ministra Gelmini porta alle estreme conseguenze il progetto latente (messo in atto soprattutto dalla vecchia Ministra Moratti) di asservimento totale a logiche aziendalistiche dell’intero Sistema Universitario Italiano. Si parte da una radicale trasformazione della Governance con l’ingresso preponderante dei privati nei Consigli di Amministrazione degli Atenei: il 40% dei membri potrà essere, infatti, “nominato” tra privati direttamente dal Rettore (che diventerà sempre di più un sultano/monarca).
Nel DDL Gelmini esistono gli stessi principi di gestione anche per il Diritto allo Studio che si tradurrà in “prestiti d’onore” e “premi speciali per il merito”. Il Ministero anziché preoccuparsi di assicurare la copertura finanziaria totale per le borse di studio, eliminando così la figura dell’idoneo non beneficiario, incentiva il paradossale ricorso al “prestito d’onore” facendo passare per meritocrazia l’indebitamento cronico degli studenti per assicurarsi una formazione. Allo stesso modo assistiamo all’istituzione di un Fondo Speciale per il Merito, di cui non è dato sapere né l’entità né la provenienza, che verrà gestito da un “Società per Azioni”. (la Consap spa) ed a cui si accederà sostenendo un test standard nazionale a crocette, previo pagamento di una tassa d’iscrizione. A questo Fondo potranno contribuire dei “privati” vincolando di fatto i propri capitali/investimenti (e tutto ciò è esplicitamente dichiarato nel testo di legge) con la finalità di costruire una didattica ed una ricerca sempre più strumentali ai propri interessi economici. Cresce fortemente la preoccupazione rispetto al ruolo sempre più rilevante che assumeranno i privati nell’erogazione di “servizi”, oggi pubblici e statali. In questo quadro si inserisce, ancora, la pseudo-riforma dei sistemi concorsuali che rimarranno strettamente in mano dei docenti ordinari, come se per risolvere il problema dei “baroni” si facesse decidere concretamente agli stessi baroni delle nostre Università. Tutto ciò si traduce in una vera e propria istituzionalizzazione normativa della figura dei “ricercatori precari a tempo determinato” e quindi in una precarizzazione totale e permanente delle ricerca.
Il nuovo DDL Gelmini, con illuminazioni provenienti anche dal mondo accademico (Milanesi docet), vara seri interventi di delegificazione degli organi di governo. Si rischia la chiusura delle Facoltà poiché i Dipartimenti avranno poteri su tutto (poteri che sono, oggi, affidati alle facoltà) e potranno decidere se organizzarsi in strutture di coordinamento chiamate “facoltà” o “scuole”. Il progetto di delegificazione offrirà, inoltre, la possibilità agli Atenei italiani (soprattutto a quelli piccoli e dissestati economicamente) di “confederarsi” con “Enti” di cui non si specifica la natura (pubblici?, privati?, chissà?), mettendo così in moto un meccanismo perverso e pericoloso ed una guerra tra poveri.
Un paese come l’Italia di oggi, fortemente in declino sia dal punto di vista economico sia da quello civile e culturale, ha assoluto bisogno di conoscenza. La ricerca, la formazione, il sapere libero sono le uniche risorse di cui disponiamo e su cui possiamo costruire una speranza per il futuro. Crediamo davvero di poter uscire dalla crisi senza l’università pubblica? Abolire l’università pubblica, come di fatto propone il governo, significa sostanzialmente rassegnarsi in maniera definitiva al declino del nostro paese e alla sconfitta della nostra generazione. Berlusconi, Gelmini e Tremonti ci chiedono di arrenderci, dare per persa la nostra battaglia per il futuro e mettere in liquidazione ciò che resta dell’Italia, lasciando che i loro amici si spartiscano il bottino tra le macerie. No, grazie! Siamo arrivati al momento decisivo. Si tratta del più grande attacco mai subito dall’università italiana nella sua storia, vogliono chiudere per sempre il capitolo della didattica di qualità per tutti e della ricerca libera da condizionamenti economici ed ideologici.
O ci mobilitiamo adesso, o il prossimo ottobre non ci sarà più nessuna università da difendere! Diamoci una svegliata. Il futuro ha bisogno di sapere libero, noi siamo qui per questo.
Loro sono la crisi, noi la soluzione. Se la riforma sarà approvata, in 9 mesi sarà partorito il mostro della privatizzazione.

Impediamo il concepimento, l’unica precauzione in questo caso siamo noi.

Protesta anticoncezionale!

ASSEMBLEA STUDENTESCA APERTA,
Giovedì 12/11/2009, ore 16.30 – AULA FILOL.8 (Cubo 28/B)

CONTROVERSO
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